Categoria: Senza categoria

L’alchimia svelata – recensione

Chi trasforma è trasformato. Le operazioni alchemiche non servono banalmente a estrarre l’oro da una materia grezza, bensì a estrarre l’oro filosofico da una materia (l’operatore stesso) purificandola e facendola tornare all’originaria purezza perduta.
(Giuseppe Giudice, L’alchimia svelata – Edizioni Mediterranee)

Continua a leggere

Il tamburo e gli dei

L’unione degli opposti

Un dio dimenticato riemerge dalla notte della storia. Non ha la bellezza di una Apollo greco, né la composta solennità di un Osiride egizio. Anzi, a guardarlo pare un mostro. Ha il torso di un uomo, ma al posto delle gambe si snodano due serpenti. Ha la testa di un gallo, ed è pure armato di tutto punto: uno scudo per difendersi, e una frusta per attaccare. Persino il nome ha un che di arcano, quasi spaventoso: Abraxas.

Eppure questo dio misterioso ha conosciuto un grande successo, diffondendosi in un culto trasversale in tutto il bacino del Mediterraneo, per un periodo che va dal I al IV secolo dopo Cristo. Se ne trovano le tracce nei testi gnostici che ci sono pervenuti, ma soprattutto nelle gemme e nei papiri usati per pratiche magiche.

Poi, improvvisamente, Abraxas scomparve dalle scene, come un astro che tramonta all’orizzonte. Nonostante il suo impatto sulla cultura dell’epoca, di questo misterioso nume non ci resta che qualche accenno a margine nei grandi manuali della storia.

Continua a leggere

Cieli Neri – recensione

Che immagini evocano i versi scintillanti di stelle nella testa di chi non ha mai fatto esperienza della notte? Un bambino cresciuto senza stelle è capace di sognare altri mondi? Di volere bene al proprio? La «nebbia luminosa» che ogni notte striscia oltre la linea dell’orizzonte cancellando le stelle somiglia al Nulla che ne La storia infinita divora il mondo di Fantàsia: entrambi uccidono bellezza e poesia.
Irene Borgna, Cieli neri – come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte (Casa editrice Ponte alle Grazie)

Continua a leggere

Memorie dal sottobosco – recensione

Si crea una pericolosa crepa, un’apertura, la possibilità di vedere dentro l’insetto, attraverso l’insetto, ciò che sfugge al nome, alla scomposizione entomologica delle singole parti. Cosa vedo in questo Diaperis, che è il mio desiderio «privato», la mia identificazione? Vi vedo tutto. Magnetizza l’attenzione.
Tommaso Lisa, Memorie dal sottobosco – un coleottero dei funghi (Exorma edizioni)

Continua a leggere

Simboli di Vita e di Morte nell’età Neolitica – recensione

Il cambiare delle stagioni, i cicli della luna, gli equinozi portavano con sè le proprie regolari cerimonie; la decorazione degli oggetti di culto, delle maschere, degli abiti da cerimonia, degli strumenti musicali, gli affreschi nei templi – tutto il simbolismo religioso connesso con queste attività forniva una grande ispirazione all’espressione creativa e artistica. Questa pacifica religione della fertilità, basata sull’agricoltura ma allo stesso tempo dinamica, è prevalsa nella vita dei popoli dediti all’agricoltura per diversi millenni.
Dorothy Cameron, Simboli di Vita e di Morte nell’età Neolitica (Venexia editrice)

Continua a leggere

Archetipi del complotto: QAnon e l’accusa del sangue

In questi giorni diversi siti d’informazione e testate giornalistiche stanno parlando di QAnon, una recente teoria del complotto originatasi negli USA.

Da sempre provo un grande interesse per il complesso mondo del cospirazionismo e delle leggende metropolitane: ritengo che siano narrazioni analoghe a una mitopoiesi contemporanea, pur con tutti i distinguo del caso. Sull’argomento ho scritto un libro, a cui rimando chi è interessato ad approfondire l’argomento: La verità dei tempi. Teorie del complotto e miti contemporanei

Anche l’emergersi e il diffondersi di Qanon, dunque, ha catturato la mia attenzione. Tuttavia ero restio a parlarne, perchè la discussione online di simili tesi rischia di alimentare il meccanismo secondo cui le stesse si diffondono, causando considerevoli danni psicologici, sociali e culturali.

Dettaglio dal Saturno di Peter Paul Rubens (1636)
Continua a leggere

Simboli della pandemia

Ci sono eventi in grado di sconvolgere le nostre vite, modificando in pochi giorni abitudini e convinzioni che credevamo eterne. In genere si tratta di sciagure, quali le guerre, o le catastrofi naturali. Ai danni della tragedia si somma dunque la difficoltà del cambiamento, la vertigine che si prova quando scompaiono all’improvviso i propri punti di riferimento.

Queste transizioni epocali sono sempre accompagnate dall’emergere di simboli. La pandemia di Covid-19 non fa eccezione; un’analisi della costellazione simbolica catalizzata dal contagio non può che essere utile per comprendere più a fondo cosa la malattia ha significato per noi.

Giuseppe Maria Mitelli, La Maschera (1688)
Continua a leggere

L’assassinio dei divi

The princess of Wales
Her sexual drive
Stop dead under the river
In the capital of romance
The most hunted
Body of the modern age
Flowers crown her head
Ancient goddess of the moon

(Ulver, Nemoralia)

The assassination of Julius Caesar” è un disco del 2017, ad opera della band norvegese Ulver. E’ uno degli album che ho ascoltato più assiduamente negli ultimi anni, ma non è sull’aspetto musicale che ora vorrei concentrarmi. Piuttosto, tratteremo di un tema simbolico importante e attuale, che attraversa trasversalmente i testi di diverse canzoni del disco: l’uccisione del divo, un sacrificio che ha tutti gli aspetti di un inconsapevole rituale di massa.

Continua a leggere

Simia Dei

Il forte senso di assistere ad una grave infrazione dell’ordine cosmico, quando si sente parlare di clonazione umana, o di intelligenze artificiali in grado di imitare in tutto e per tutto il nostro comportamento. Senso di trasgressione misto a una vena di attrazione, com’è sempre in questi casi.

Statua in gesso rinvenuta nel sito di ‘Ain Ghazàl, risalente a 9.000 anni fa. Source
Continua a leggere