Etichettato: oscurità

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Vidi un uomo, immerso nell’oscurità, come se fosse sotto terra. Vedevo l’intreccio delle sue vene, le arterie che si gettavano come ponti attraverso il corpo, ed i singoli capillari avviluppati come una fittissima ragnatela. L’intero sistema circolatorio formava un complesso simile alle radici d’un albero. E dove la testa terminava, partivano verso l’alto una serie di grosse arterie, avvolte a spirale l’una sull’altra, come a formare il tronco vivo di quello stesso albero, ed i rami ed i ramoscelli erano di vene della stessa forma e dello stesso colore di quelle del corpo sottostante.
Nel corpo inferiore pulsava un cuore rosso ed oscuro, che riceveva l’oscurità circostante, e la spingeva in circolo, affinchè si purificasse. Il corpo la mutava in una linfa dolce, un’acqua in cui era disciolta la luce vivente; il cuore quindi la raccoglieva nuovamente in sè, per poi inviarla verso l’alto. In corrispondenza al cuore inferiore, nei rami dell’albero superiore brillava un cuore di luce, come se fosse fatto di oro spirituale, l’oro di Ophir.

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È ora famelica, l’ora tua, matto.
Strappati il cuore.
Sa il suo sangue di sale
E sa d’agro, è dolciastro essendo sangue.
Lo fanno, tanti pianti,
Sempre più saporito, il tuo cuore.
Frutto di tanti pianti, quel tuo cuore,
Strappatelo, mangiatelo, saziati.
(Beato Angelico, particolare del Giudizio universale / E’ ora famelica – Ungaretti)

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