Il Kybalion

Il Tutto è Mente; l’universo è mentale

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Il Kybalion è uno dei libri più celebri dell’ermetismo moderno. E’ stato da poco ripubblicato dalle Edizioni L’Età dell’Acquario in una traduzione completamente nuova.
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Genesi microcosmica

Recentemente ho sognato che tutti i giorni della Genesi in realtà si riferissero alla creazione dell’uomo. Il testo si poteva riscrivere esplicitando questa interpretazione, e nel sogno iniziavo così: “Dio disse: “Sia la luce!”. E la mente fu.”, ripromettendomi di continuare.
Per adempire al sogno ho provato a portare avanti le premesse, “traducendo” il testo dalla sfera del macrocosmo a quella del microcosmo.

L'armonia della nascita del mondo, dal Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, 1650

L’armonia della nascita del mondo, dal Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, 1650

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EsotericArte: il simbolo come baluardo di salvezza

Articolo di Chiara Babuin

Non è impresa semplice quella di cui si rende protagonista Elio Crifò, nel suo spettacolo teatrale EsotericArte: i misteri nell’arte Italiana. Un viaggio tra esoterismo, simbologia, numerologia, approdato (finalmente) nell’importante cornice del Teatro Vittoria di Roma (dal 27 al 29 novembre 2017).

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Tre ribelli, tre catene

Peter Paul Rubens, Prometeo incatenato

Peter Paul Rubens, Prometeo incatenato

Prometeo aveva sfidato l’autorità di Zeus, rubando dall’Olimpo il fuoco che il padre degli dèi aveva sottratto agli uomini. Per punirlo, il dio della folgore lo fece incatenare sulla cima d’una montagna. Lì un’aquila lo tormentava in continuazione, strappandogli il fegato: un suplizio senza fine, perché per volere di Zeus il fegato di Prometeo ricresceva ogni notte. Continua a leggere

I figli della Notte

Col calare del sole scompare la luce del giorno, ed anche nell’uomo qualcosa inizia ad affievolirsi, come una candela che langue prima di spegnersi. “Come in alto, così in basso”: l’Uomo è la piccola immagine che riassume in sè l’intero Universo, così alla notte che avvolge l’orizzonte corrisponde il torpore del sonno che riempie l’anima umana.

Nella Teogonia di Esiodo, Nyx è la dea della notte, una delle prime divinità ad emergere dal Caos. Senza unirsi a nessun maschio, Nyx generò Hypnos, il sonno; ma fra i fratelli di Hypnos c’è anche Thanatos, la morte.

John William Waterhouse - Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte - 1874

John William Waterhouse – Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte – 1874

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Prometeo, il progresso, Satana, le gallerie ferroviarie e gli Illuminati

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E quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora
Striscia verso Betlemme per venire al mondo?

Nella poesia “La seconda venuta” W. B. Yeats profetizzava così il termine dell’era cristiana e l’imminente avvento dell’Anticristo. La sensibilità dei poeti sa intuire nel linguaggio dei simboli ciò che la storia poi pronuncerà nei fatti. Yeats scrisse le sue premonizioni nel 1919, quando la prima grande tempesta era appena passata, lasciandosi alle spalle le rovine di un mondo che non sarebbe più tornato, e seminando l’oscuro presagio che una devastazione ancor più grande avrebbe portato il male fin dentro l’anima dell’uomo.

Da allora è passato un secolo, ma la stessa ombra getta ancora lo sgomento nei cuori più sensibili. I nostri giorni, però, sembrano esser orfani di un grande poeta che sappia cantarne le ferite con lucidità visionaria. Ora i segni della fine del mondo non si mostrano più nell’eleganza dell’arte, ma vengono cercati confusamente negli eccessi del mondo dello spettacolo. Continua a leggere

Per speculum in aenigmate

I simboli contengono sempre una certa indeterminatezza, che viene colmata dall’apporto soggettivo dell’interpretazione. In questo senso, dunque, il simbolo è simile ad uno specchio, che riflette l’immagine di chi l’osserva. Tale specchio però non è affatto neutro, ma colora con la sua essenza l’immagine che rende, e così facendo a volte giunge persino a mutare l’essenza di chi vi si affaccia.

E’ naturale dunque che lo specchio stesso sia un simbolo con molti significati, diversi e persino contrastanti fra loro.

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

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