I figli della Notte

Col calare del sole scompare la luce del giorno, ed anche nell’uomo qualcosa inizia ad affievolirsi, come una candela che langue prima di spegnersi. “Come in alto, così in basso”: l’Uomo è la piccola immagine che riassume in sè l’intero Universo, così alla notte che avvolge l’orizzonte corrisponde il torpore del sonno che riempie l’anima umana.

Nella Teogonia di Esiodo, Nyx è la dea della notte, una delle prime divinità ad emergere dal Caos. Senza unirsi a nessun maschio, Nyx generò Hypnos, il sonno; ma fra i fratelli di Hypnos c’è anche Thanatos, la morte.

John William Waterhouse - Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte - 1874

John William Waterhouse – Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte – 1874

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Prometeo, il progresso, Satana, le gallerie ferroviarie e gli Illuminati

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E quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora
Striscia verso Betlemme per venire al mondo?

Nella poesia “La seconda venuta” W. B. Yeats profetizzava così il termine dell’era cristiana e l’imminente avvento dell’Anticristo. La sensibilità dei poeti sa intuire nel linguaggio dei simboli ciò che la storia poi pronuncerà nei fatti. Yeats scrisse le sue premonizioni nel 1919, quando la prima grande tempesta era appena passata, lasciandosi alle spalle le rovine di un mondo che non sarebbe più tornato, e seminando l’oscuro presagio che una devastazione ancor più grande avrebbe portato il male fin dentro l’anima dell’uomo.

Da allora è passato un secolo, ma la stessa ombra getta ancora lo sgomento nei cuori più sensibili. I nostri giorni, però, sembrano esser orfani di un grande poeta che sappia cantarne le ferite con lucidità visionaria. Ora i segni della fine del mondo non si mostrano più nell’eleganza dell’arte, ma vengono cercati confusamente negli eccessi del mondo dello spettacolo. Continua a leggere

Per speculum in aenigmate

I simboli contengono sempre una certa indeterminatezza, che viene colmata dall’apporto soggettivo dell’interpretazione. In questo senso, dunque, il simbolo è simile ad uno specchio, che riflette l’immagine di chi l’osserva. Tale specchio però non è affatto neutro, ma colora con la sua essenza l’immagine che rende, e così facendo a volte giunge persino a mutare l’essenza di chi vi si affaccia.

E’ naturale dunque che lo specchio stesso sia un simbolo con molti significati, diversi e persino contrastanti fra loro.

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

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I confini dell’Uomo

L’Odissea racconta la nostalgia della patria ed il lungo ritorno verso casa. E’ il simbolo dell’essere umano che si sente estraneo al mondo che lo circonda, e che desidera riconquistare la collocazione e la dignità che gli spettano per diritto di nascita.

Ulisse in un mosaico romano del III secolo d.C. - Museo del Bardo (Tunisi)

Ulisse in un mosaico romano del III secolo d.C. – Museo del Bardo (Tunisi)

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E’ la storia incredibile di un giovane idealista, un politico con buone intenzioni che voleva cambiare il paese e liberarlo dalla corruzione, ma che ha finito invece col perdere la strada. Per fare il bene occorre il potere, ma per ottenere il potere si finisce per perdere la bontà…

Democristiano boer Continua a leggere

La natura e l’uomo

Sono molti coloro che professano un grande amore per la natura. Soltanto in pochi casi, tuttavia, questa dichiarazione corrisponde al vero. Nella maggior parte delle persone sussiste al contrario un autentico terrore nei confronti di questa forza cosmica.

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