Etichettato: desiderio

14

Il principio del desiderio della generazione proviene dal fuoco; perciò il desiderare la generazione mutevole è detto “esser preso dall’ardore.”
(Ippolito, Confutazione VI-17, riguardo alla gnosi di Simon Mago)

Annunci

Continua a leggere

7

“L’essenza dell’educazione è la repressione del desiderio; ma il desiderio è l’essenza stessa del potere.
Il desiderio non vuole nient’altro che ottenere il suo oggetto, ed allo stesso modo l’energia che ne deriva non vorrebbe far altro che sfogarsi, diventare azione immediata e conclusiva.
Nel corso dei millenni l’uomo ha sviluppato la coscienza, un argine con cui si tengono a bada e si domano le pulsioni primordiali. È grazie alla coscienza che riusciamo a convertire l’energia vitale primitiva, sensuale e vorace, negli alti e nobili slanci di cui soltanto l’uomo è capace, e che ci elevano sopra il livello delle bestie.
L’argine della coscienza incanala il sesso, la paura, l’avidità, creando con questa vile materia prima l’oro dell’arte, della scienza, dell’organizzazione sociale.
La pulsione primaria è sempre viva; è la forza ed il motore essenziale dell’anima umana. Sbagliano coloro che la ritengono l’unico fondamento dell’uomo: dire ad esempio che l’arte è soltanto una manifestazione della sessualità sarebbe come sostenere che una statua è soltanto pietra, una casa soltanto mattoni, o la musica soltanto matematica.
Ma sbagliano anche quelli che sottovalutano la meravigliosa fierezza degli istinti ancestrali, trattando questa pericolosissima belva feroce come se fosse un animale addomesticato, ormai incapace di nuocere.”
(Gustave Moreau – Diomede dévoré par ses chevaux)

Continua a leggere

6

Nel cuore umano si agitano forze selvagge e primordiali, antiche e mai civilizzate, barbare e forti come il vento.
Se l’uomo sa raccogliere questi venti nella sua vela, ne trarrà una grande benedizione: il suo destino e la sua volontà infatti coincideranno.
Ma se desiderio e necessità si aggrovigliano, quei venti si contrasteranno l’un l’altro, diventando una tempesta distruttiva; quel povero cuore umano diventa allora un’immagine dell’Inferno.
(Beato Angelico, particolare del Giudizio universale)

Continua a leggere

2

Il simbolo è sempre un legame a due direzioni: una cosa simboleggia l’altra, ed anche viceversa, e non c’è mai un significato prevalente o unico, né un segno senza importanza che punta soltanto al significato, senza altre funzioni oltre a questa. Il vero significato del simbolo non sta in una traduzione, come quando diciamo ad esempio “il colore rosso significa amore”; piuttosto, il rosso simboleggia con l’amore, e l’amore con il rosso. Il vero nocciolo del simbolo sta proprio nel rapporto che lega i due termini. È lì il suo aspetto ultimo, in mezzo alle parti del rapporto, fra loro. “Rosso” e “amore” sono quindi facce d’una medaglia, visioni parziali che ci parlano del tutto. Il rosso simboleggia anche con la violenza: e di nuovo, questa non è una spiegazione univoca, come una traduzione meccanica svolta secondo un codice prestabilito, ma un nuovo significato che si dispone ordinatamente, come un pianeta in orbita attorno ad un sole. Rosso, fuoco, calore, sangue, violenza, sesso, amore, odio, violenza e desiderio: nessuno di questi aspetti è il simboleggiato in sè, ma ognuno di essi è un simbolo, una via di accesso per avvicinarsi al centro di gravità attorno a cui ruotano.

Continua a leggere