Etichettato: amore

Il figlio dei due mondi

L’archetipo del figlio simboleggia la sintesi miracolosa di due realtà opposte ed apparentemente inconciliabili.

Immagine da Philosophia Reformata di Johann Daniel Mylius

Immagine da Philosophia Reformata di Johann Daniel Mylius

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14

 

“Lascia ogni ipocrita astuzia, o amante, diventa pazzo, diventa pazzo!
Entra nel mezzo del fuoco, diventa falena, diventa falena!
Rendi te stesso estraneo, distruggi la casa, e poi vieni, e, con gli amanti, dividi la casa, dividi la casa!
Va, e il petto tuo con acqua purissima lava e rilava da ogni malizia, e poi, pel vino d’amore, diventa calice, diventa calice!
Bisogna che tutt’anima divenga per essere degno dell’Amato dell’Anima, e, se verso gli ebbri vai, vacci da ebbro, vacci da ebbro!”
(Rumi)

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8

Diventerai un rubino, se danzerai intorno a una miniera.

Un’amata chiese all’amante:
“Chi ami di più, te stesso o me?”.
“Dalla testa ai piedi sono diventato te.
Di me non rimane che il nome.
La volontà l’hai tu. Tu sola esisti.
io sono scomparso come una goccia d’aceto
in un oceano di miele”.
Una pietra diventata rubino
è colma delle qualità del sole.
Niente della pietra vi resta.
Se ama se stessa, ama il sole;
se ama il sole, è se stessa che ama.
Non c’è differenza tra questi due amori.
Prima di divenire rubino la pietra è nemica
a sé stessa.
Non uno esiste, ma due.
La pietra è oscura e cieca alla luce.
Se ama sé stessa è infedele, si oppone
intensamente al sole.
Se dice “io” è solamente tenebra.
Un faraone si proclama divino e viene abbattuto,
Hallaj dice lo stesso ed è salvato.
Un io è maledetto, l’altro io benedetto.
Un io è una pietra, l’altro un cristallo.
Uno è un nemico della luce, l’altro la riflette.
Nell’intimo della propria coscienza , e non
mediante una dottrina,
è uno con la luce.
Lavora alle tue qualità di pietra
e diventa splendente come il rubino.
Pratica la rinuncia e accetta le difficoltà.
Vedi sempre la vita infinita nella morte dell’io.
La tua pietra scemerà, si accrescerà la tua natura
di rubino.
I segni dell’esistenza individuale lasceranno il tuo corpo
e l’estasi ti prenderà.
Diventa tutto udito come un orecchio
e otterrai un orecchino di rubino.
Scava un pozzo nel centro di questo corpo,
o prima ancora che il pozzo sia scavato
lascia che Dio attinga l’acqua.
Impegnati sempre a raschiare la sporcizia dal pozzo.
A tutti quelli che soffrono
la perseveranza reca buona sorte.
Il Profeta ha detto che ogni prostrazione in preghiera
è un colpo alla porta del cielo.
Se si continua a bussare,
la felicità rivela il suo volto ridente.

(Rumi)

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2

Il simbolo è sempre un legame a due direzioni: una cosa simboleggia l’altra, ed anche viceversa, e non c’è mai un significato prevalente o unico, né un segno senza importanza che punta soltanto al significato, senza altre funzioni oltre a questa. Il vero significato del simbolo non sta in una traduzione, come quando diciamo ad esempio “il colore rosso significa amore”; piuttosto, il rosso simboleggia con l’amore, e l’amore con il rosso. Il vero nocciolo del simbolo sta proprio nel rapporto che lega i due termini. È lì il suo aspetto ultimo, in mezzo alle parti del rapporto, fra loro. “Rosso” e “amore” sono quindi facce d’una medaglia, visioni parziali che ci parlano del tutto. Il rosso simboleggia anche con la violenza: e di nuovo, questa non è una spiegazione univoca, come una traduzione meccanica svolta secondo un codice prestabilito, ma un nuovo significato che si dispone ordinatamente, come un pianeta in orbita attorno ad un sole. Rosso, fuoco, calore, sangue, violenza, sesso, amore, odio, violenza e desiderio: nessuno di questi aspetti è il simboleggiato in sè, ma ognuno di essi è un simbolo, una via di accesso per avvicinarsi al centro di gravità attorno a cui ruotano.

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