Simia Dei

Il forte senso di assistere ad una grave infrazione dell’ordine cosmico, quando si sente parlare di clonazione umana, o di intelligenze artificiali in grado di imitare in tutto e per tutto il nostro comportamento. Senso di trasgressione misto a una vena di attrazione, com’è sempre in questi casi.

Statua in gesso rinvenuta nel sito di ‘Ain Ghazàl, risalente a 9.000 anni fa. Source

Mi chiedo se, nella notte dei tempi, i nostri avi provarono lo stesso sgomento misto a fascino, quando un antico artista mostrò loro il primo ritratto. Un volto tratteggiato con il carboncino, un corpo umano modellato nella creta. Non è nella natura dell’arte, di copiare la vita, quasi una ricerca tesa a ricrearla? Forse è anche da questo che nasce l’iconofobia, e i divieti religiosi di ritrarre la figura umana. L’essere umano ha dunque una propensione, forse un destino, teso a ricreare sè stesso? Chissà, bisognerebbe correggere l’adagio “Simia Dei diabolus“: è piuttosto l’uomo stesso, la scimmia che imita Dio.

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