Pillola rossa o Loggia Nera?

La trilogia di Matrix rappresenta il più chiaro esempio di contenuto gnostico nel cinema moderno. La saga diventa uno strumento di rifondazione contemporanea del mito gnostico attraverso un’unica grande allegoria: al di là dell’intrattenimento, è più che evidente anche l’intenzione di trasmettere allo spettatore un’ideale di fondo che coincide con questo antico e occulto cristianesimo alternativo.

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L’Iniziato

Il matto che indica la via verso la visione superiore, che si raggiunge con l’iniziazione, è spesso considerato pazzo da quelli che dormono.

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L’esoterismo moderno è un polpettone mostruoso. Prendete tradizioni antiche come l’astrologia, l’alchimia, lo gnosticismo, la cabala, l’ermetismo; aggiungete un tocco esotico con un campionamento sommario ed arbitrario di discipline orientali spesso fraintese; speziate con gli sproloqui della Teosofia, con gli imbrogli dello spiritismo e con le velenose teorie crowleyane. Ecco, adesso buttate tutto in un tritacarne e macinate: otterrete quell’aberrante miscela che oggi usurpa il titolo di “esoterismo”. Continua a leggere

Genesi microcosmica

Recentemente ho sognato che tutti i giorni della Genesi in realtà si riferissero alla creazione dell’uomo. Il testo si poteva riscrivere esplicitando questa interpretazione, e nel sogno iniziavo così: “Dio disse: “Sia la luce!”. E la mente fu.”, ripromettendomi di continuare.
Per adempire al sogno ho provato a portare avanti le premesse, “traducendo” il testo dalla sfera del macrocosmo a quella del microcosmo.

L'armonia della nascita del mondo, dal Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, 1650

L’armonia della nascita del mondo, dal Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, 1650

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EsotericArte: il simbolo come baluardo di salvezza

Articolo di Chiara Babuin

Non è impresa semplice quella di cui si rende protagonista Elio Crifò, nel suo spettacolo teatrale EsotericArte: i misteri nell’arte Italiana. Un viaggio tra esoterismo, simbologia, numerologia, approdato (finalmente) nell’importante cornice del Teatro Vittoria di Roma (dal 27 al 29 novembre 2017).

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Tre ribelli, tre catene

Peter Paul Rubens, Prometeo incatenato

Peter Paul Rubens, Prometeo incatenato

Prometeo aveva sfidato l’autorità di Zeus, rubando dall’Olimpo il fuoco che il padre degli dèi aveva sottratto agli uomini. Per punirlo, il dio della folgore lo fece incatenare sulla cima d’una montagna. Lì un’aquila lo tormentava in continuazione, strappandogli il fegato: un suplizio senza fine, perché per volere di Zeus il fegato di Prometeo ricresceva ogni notte. Continua a leggere

I figli della Notte

Col calare del sole scompare la luce del giorno, ed anche nell’uomo qualcosa inizia ad affievolirsi, come una candela che langue prima di spegnersi. “Come in alto, così in basso”: l’Uomo è la piccola immagine che riassume in sè l’intero Universo, così alla notte che avvolge l’orizzonte corrisponde il torpore del sonno che riempie l’anima umana.

Nella Teogonia di Esiodo, Nyx è la dea della notte, una delle prime divinità ad emergere dal Caos. Senza unirsi a nessun maschio, Nyx generò Hypnos, il sonno; ma fra i fratelli di Hypnos c’è anche Thanatos, la morte.

John William Waterhouse - Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte - 1874

John William Waterhouse – Il Sonno e il suo fratellastro, la Morte – 1874

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Prometeo, il progresso, Satana, le gallerie ferroviarie e gli Illuminati

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E quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora
Striscia verso Betlemme per venire al mondo?

Nella poesia “La seconda venuta” W. B. Yeats profetizzava così il termine dell’era cristiana e l’imminente avvento dell’Anticristo. La sensibilità dei poeti sa intuire nel linguaggio dei simboli ciò che la storia poi pronuncerà nei fatti. Yeats scrisse le sue premonizioni nel 1919, quando la prima grande tempesta era appena passata, lasciandosi alle spalle le rovine di un mondo che non sarebbe più tornato, e seminando l’oscuro presagio che una devastazione ancor più grande avrebbe portato il male fin dentro l’anima dell’uomo.

Da allora è passato un secolo, ma la stessa ombra getta ancora lo sgomento nei cuori più sensibili. I nostri giorni, però, sembrano esser orfani di un grande poeta che sappia cantarne le ferite con lucidità visionaria. Ora i segni della fine del mondo non si mostrano più nell’eleganza dell’arte, ma vengono cercati confusamente negli eccessi del mondo dello spettacolo. Continua a leggere