Con grazia di tocco e di parola – recensione

In questo difficile periodo, i libri sono una consolazione e un rifugio. Particolarmente terapeutica è stata la lettura di Con grazia di tocco e di parola di Erika Maderna (Aboca edizioni).

Il libro sviluppa una ricerca delicata e approfondita sulla storia e la simbologia delle sante. Il rapporto fra il femminile e la sacralità cristiana non è certo semplice. Si tratta in apparenza di due sfere incompatibili, polarità opposte dello spirito. Lo studio dei primi secoli del cristianesimo ci insegna che non è per forza vero, o perlomeno che non sempre è stato così.

Il messaggio rivoluzionario della nuova religione si diffuse nell’Impero Romano anche grazie all’entusiastica adesione da parte di donne di tutte le estrazioni sociali.
Il cristianesimo offriva la possibilità di nuove forme di espressione, per eludere e contrastare l’apparato culturale e sociale dominante: un establishment che non lasciava spazio di parola al femminile, se non nei margini di una libertà limitata e strettamente codificata.

Donne che si ribellano a una società che le vuole asservite; donne che pagano caro il loro coraggio, affrontando la tortura e perfino la condanna al rogo. Un copione archetipico, che dopo secoli e secoli ritornerà tragicamente, ma a parti invertite, con le strutture del potere repressivo in mano al cristianesimo. L’affinità è apparentemente paradossale: la caccia alle streghe segue la stessa struttura simbolica della persecuzione alle prime sante cristiane. Tuttavia si tratta di un parallelismo altamente significativo. Ci mostra che il fulcro dello scontro non è fra due specifiche culture, non è insito in una data religiosità; ma è un’opposizione archetipica fra il potere costituito di segno maschile e l’irriducibile libertà insita nel femminile.

Rispetto alla ricerca sulla figura della strega nella veste di curatrice, questo nuovo approfondimento si propone come l’ipotesi di un’estensione speculare; allo stesso tempo, forse, come un tentativo ardito di riabilitare la percezione della santa da un pregiudizio altrettanto radicato di quello della sua antagonista storica.
(Erika Maderna, Con grazia di tocco e di parola)

I primi capitoli di Con grazia di tocco e di parola seguono proprio la storia di sante al tempo stesso devote e ribelli. Tecla, Agata e Lucia, Margherita. Una spiritualità talmente forte da sfiorare l’eresia, una vocazione che non si lascia arginare nè dalla cultura imperante, nè dai primi ostacoli alla libera espressione del femminile, che già nei primi secoli iniziavano a formarsi in seno alla nuova religione cristiana.

La donna e la ribellione, le sante e le streghe.
Nei suoi libri precedenti, Erika Maderna ha indagato a fondo la figura della strega, evidenziando la natura indipendente, ma sottolineando anche la vocazione alla cura, la sapienza ancestrale di guarire tramite erbe e incanti.
Anche le donne della storia cristiana si inseriscono in questo filone: la seconda metà del libro è dedicata a figure come Ildegarda di Bingen, Elisabetta d’Ungheria, Radegonda di Poitiers.

Curatrici del corpo e guaritrici dell’anima: sante e streghe offrono due prospettive diverse sullo stesso archetipo femminile. Oggi più che mai è importante imparare da chi come loro ha saputo coniugare libertà e terapia, indipendenza di pensiero e compassione verso il prossimo.

 

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