Dal Sol Niger al Black hole sun

Il buco nero è una regione dello spazio-tempo con un campo gravitazionale talmente forte che neppure la luce riesce a sfuggirgli. Un simile oggetto celeste venne ipotizzato già nel diciottesimo secolo, ma solo grazie ai progressi scientifici del Novecento è stato possibile comprenderlo in termini più precisi. Nonostante si tratti di un concetto relativamente recente, il buco nero è stato subito accolto nell’immaginario popolare. La novità scientifica, infatti, si innesta in una serie di precedenti simbolici ampiamente attestati nella nostra cultura.

Immagine da Philosophia reformata di Johann Daniel Mylius, 1622

Immagine da Philosophia reformata di Johann Daniel Mylius, 1622

Un elemento della simbologia alchemica che continua ancora oggi ad affascinare l’immaginazione è il Sol Niger. Un sole nero, l’ombra del sole: un simbolo notevolmente affine al buco nero, che di fatto è una stella oscura, un astro che invece di donare la luce la risucchia. L’accostamento fra Sol Niger e buco nero non si limita all’aspetto, ma si accorda anche nell’essenza. Nell’alchimia il sole nero è un simbolo legato alla Putrefactio, l’oscuro dissolvimento della materia che corrisponde alla melancolia nell’animo dell’alchimista. Nella nostra epoca la melancolia ha cambiato volto, diventando depressione. Il volto di questo mal d’anima però rimane oscuro: un gorgo che risucchia ogni energia, senza possibilità di fuga. E’ indicativo dunque che il buco nero ricorra nella nostra cultura come simbolo del male di vivere che attanaglia tante persone.

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there’s a look in your eyes, like black holes in the sky.

Nella celebre canzone dei Pink Floyd troviamo proprio la contrapposizione fra la gioia di vivere della gioventù, dipinta come la radiosità del sole, e gli occhi spenti della disillusione, descritti come un paio di buchi neri nel cielo. La canzone è un omaggio a Syd Barrett, ex membro del gruppo, poi distaccatosi dalla band proprio a causa di problemi dovuti a gravi disordini mentali.

Harry Clarke, ilustrazione per “Una discesa nel Maelström” di Edgar Allan Poe, 1919

Harry Clarke, ilustrazione per “Una discesa nel Maelström” di Edgar Allan Poe, 1919

In questo senso il buco nero è anche il nulla, quell’angoscioso vuoto che l’uomo contemporaneo porta nel petto al posto del cuore. Un buco spirituale, che si cerca inutilmente di riempire con beni materiali, non ottenendo altro che aggravare la mancanza che dilania l’anima.

E’ proprio l’aspetto distruttivo del nulla che viene evocato nella canzone Black Hole Sun dei Soundgarden.

Hang my head, drown my fear
Till you all just disappear
Black Hole Sun, won’t you come

Nel video della canzone il Sole Nero viene atteso come una sorta di anti-messia in procinto di spazzare via il mondo intero, con tutta la sua falsità e la sua corruzione. Il buco nero, tuttavia, non perdona nemmeno chi lo invoca. Chris Cornell, cantante del gruppo e autore della canzone, si è recentemente tolto la vita, nel maggio del 2017. Già da anni combatteva contro la depressione.

Il sole nero in una delle immagini dello Splendor Solis, 1532

Il sole nero in una delle immagini dello Splendor Solis, 1532

Il buco nero tuttavia non è solamente una stella oscura. Il nome stesso lo rivela: un buco è anche un passaggio, un varco verso l’altrove. L’immenso campo gravitazionale del buco nero è in grado di piegare lo spazio, creando così il wormhole, una scorciatoia che collega punti altrimenti molto distanti fra loro. L’idea è affascinante, perchè promette di raggiungere con facilità mondi altrimenti inaccessibili. Non è un caso che sia stata ripresa da innumerevoli libri, film e telefilm.

Un modello di wormhole, dal sito https://www.space.com

Un modello di wormhole, dal sito www.space.com

“Immagina che lo spazio-tempo sia un foglio di carta. Questi due punti sono molto distanti, ma guarda: basta piegare in due il foglio, e si avvicinano, anche se sono ai due lati opposti.” Quante volte avrete sentito questa abusata spiegazione! A questo punto il protagonista prende una matita, buca il foglio, ed esclama: “Ecco, questo è un buco nero”: una galleria nello spazio che collega distanze altrimenti incolmabili.
Nelle storie di fantascienza il buco nero è l’espediente che porta il protagonista a mondi esotici, simbolo del diverso, dell’altrove. A volte il wormhole conduce addirittura in universi paralleli, in piani dell’esistenza che altrimenti rimarrebbero del tutto scollegati dal nostro. Anche questo aspetto simbolico del buco nero non è del tutto nuovo. L’idea di un varco che conduce ad altre dimensioni ha infatti una storia millenaria.

Miniatura dal Libro d'Ore di Caterina di Clèves

Miniatura dal Libro d’Ore di Caterina di Clèves

L’ingresso dell’inferno viene spesso dipinto come una mostruosa bocca divoratrice. Come il buco nero, anche questa soglia è oscura, e apparentemente a senso unico: è facile entrarvi, ma impossibile uscirne. Tuttavia il messaggio cristiano ha infranto l’ineluttabilità della morte, promettendo il ritorno della resurrezione. Secondo la tradizione lo stesso Gesù, dopo la morte, sarebbe sceso all’inferno per liberare le anime che attendevano la salvezza, per poi ritornare alla luce tracciando il percorso che permette alla vita di sconfiggere la morte. Una simile parabola si riscontra anche nella Divina Commedia: Dante entra nell’inferno, scendendo sempre di più, come se fosse attratto dalla nera e malinconica forza gravitazionale di un Sol Niger che giace nelle profondità più remote. Il suo viaggio però non termina lì, ma procede oltre, tornando a risalire fino a raggiungere il culmine del paradiso.

Immagine simulata di un buco nero - Wikimedia Commons

Immagine simulata di un buco nero – Wikimedia Commons

Il pozzo di San Patrizio, la tana del Bianconiglio che porta Alice nel Paese delle Meraviglie, la bocca del mostro che inghiotte l’eroe: sono tutte forme dello stesso simbolo che ora si esprime nella fantascienza nelle forme del buco nero. Un passaggio oscuro che però non annienta, ma porta oltre. Un viaggio figurato, che in realtà è un’esplorazione interiore: la melancolia è sorella dell’introspezione. Il simbolo del buco nero dunque può esprimere qualcosa di più di un vuoto divoratore. D’altronde anche la Putrefactio a cui allude il sole nero dell’alchimia non è la dissoluzione finale che consegue alla morte, ma è lo stadio iniziale di un processo che conduce alla Pietra Filosofale.

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