Il Kybalion

Il Tutto è Mente; l’universo è mentale

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Il Kybalion è uno dei libri più celebri dell’ermetismo moderno. E’ stato da poco ripubblicato dalle Edizioni L’Età dell’Acquario in una traduzione completamente nuova.
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Il testo è stato scritto all’inizio del XX secolo dagli anonimi “tre iniziati”, sulla base di un testo antico che porta lo stesso nome. Ovviamente non esiste veramente un “Kybalion” antico: lo stratagemma narrativo di richiamarsi ad un testo di millenni passati è soprattutto un simbolo per esprimere la continuità fra la tradizione ermetica classica e quella contemporanea.

Il Kybalion enuncia sette principi ermetici, fra cui il più notevole è senza dubbio quello per cui “Tutto è Mente”. Sarebbe facile fraintendere questa massima, giungendo a credere che l’universo abbia la stessa natura del nostro pensiero e perciò non sia concreto, al punto che la nostra mente sarebbe in grado di modificarlo o sostituirlo con altre sue creazioni. E’ un errore in cui molti sono caduti, e che ormai è profondamente radicato in molti dei sedicenti “esoterismi” della nostra era.
Il Kybalion, tuttavia, ci mette in guarda contro questo tranello. Il Tutto non è l’universo, ma è la realtà sostanziale e trascendente alla base di ciò che è manifesto. Questo principio dell’esistenza ha la natura di una mente, e l’universo materiale deriva da esso con un processo affine a quello con cui nascono i pensieri.

Proprio come voi, discenti, potete creare un vostro universo nella vostra mente, così il Tutto crea universi nella sua. Ma il vostro universo è la creazione mentale di una mente finita, mentre quello del Tutto è la creazione di una mente infinita. I due sono simili in natura, ma infinitamente diversi in grado.

La natura mentale dell’universo non implica che il mondo in cui viviamo sia un’illusione da rifiutare. Il punto di vista assoluto, infatti, non nega la concretezza di quello relativo. Se per la Mente infinita l’universo è mentale, è vero che per le menti finite, facenti parte di questo universo, esso appare reale e come tale dev’essere considerato.

Se l’uomo, per poca saggezza, agisce e vive e pensa che l’universo sia solo un sogno (simile ai suoi sogni finiti), finisce per farlo diventare tale; e come un sonnambulo, barcolla girando sempre in tondo, ritrovandosi al punto di partenza, costretto infine al risveglio dalla sua caduta ammaccato e sanguinante sopra le leggi naturali che ha ignorato. Rivolgete sempre la mente alle stelle, ma fate sì che gli occhi guardino dove mettete i piedi, per non cadere nel fango mentre tenete lo sguardo rivolto verso l’alto!

La concezione ermetica non porta ad una magia che sovverte le leggi di natura. L’iniziato non diventa onnipotente, non si sottrae alla Legge, ma trascende i piani inferiori dell’esistenza per obbedire ad un livello più elevato della medesima Legge.
Un altro dei principi ermetici è infatti quello della corrispondenza, per cui fra i diversi Piani esiste una conformità essenziale, dato che tutti derivano dalla stessa sorgente che è il Tutto. L’esistenza è una gradazione continua che porta dallo Spirito alla Materia. Per indicare ciò il testo usa il simbolo della vibrazione: la mente è una vibrazione altissima, mentre la materia più grossolana appartiene alla stessa essenza, però ad una frequenza molto più bassa.

La creazione stessa è un abbassamento di frequenza del Tutto, che così entra nel Divenire e si manifesta. Questo movimento però segue il principio ermetico del pendolo: la creazione è come la metà di un respiro, il Tutto che si manifesta, a cui segue il ritorno, il mondo che ritorna alla Mente infinita.
Qui il Kybalion tocca una delle sue vette più elevate:
Gli insegnamenti sono che durante l’effusione le vibrazioni diventano sempre più basse fino a quando cessa lo stimolo, e comincia l’oscillazione di ritorno. Ma c’è questa differenza: mentre nell’effusione le forze creative si manifestano come un insieme compatto, dall’inizio dello stadio evolutivo, o di inspirazione, si è manifestata la legge di Individualizzazione, cioè la tendenza a dividersi in unità di forza, in modo che alla fine ciò che ha lasciato il Tutto come energia non individualizzata torna alla sua sorgente come innumerevoli unità di vita altamente sviluppate, le quali si sono innalzate lungo la scala mediante l’Evoluzione Fisica, Mentale e spirituale.

Il Kybalion ha il grande merito di non negare le verità scoperte dalla scienza. Al contrario, cerca di integrarle in un sistema filosofico che dia senso al mondo, e in ciò le completa dando loro un volto cosmico e ricco di significato. Ovviamente la scienza ha fatto molta strada dal momento in cui il testo è stato scritto, e alcune delle sue indicazioni sono senza dubbio da rivedere. Ma il valore del testo sta proprio nell’indicarci che la scienza è ricollegabile ai principi ermetici dell’antichità. Il progresso scientifico non nega la sapienza ermetica, né viceversa: sono due prospettive diverse sull’esistenza, e possono – anzi, devono – illuminarsi rischiarandosi l’una con l’altra.

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