Per speculum in aenigmate

I simboli contengono sempre una certa indeterminatezza, che viene colmata dall’apporto soggettivo dell’interpretazione. In questo senso, dunque, il simbolo è simile ad uno specchio, che riflette l’immagine di chi l’osserva. Tale specchio però non è affatto neutro, ma colora con la sua essenza l’immagine che rende, e così facendo a volte giunge persino a mutare l’essenza di chi vi si affaccia.

E’ naturale dunque che lo specchio stesso sia un simbolo con molti significati, diversi e persino contrastanti fra loro.

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

Bernardo Strozzi, Vanitas (La vecchia civetta), 1635

Lo specchio è lo strumento della vana civetteria, della superficialità di chi osserva solo le proprie apparenze.

Minchiate fiorentine, Quattro di Coppe (1860-1890)

Minchiate fiorentine, Quattro di Coppe (1860-1890)

E’ un naricisimo miope, perchè il tempo erode inesorabilmente la bellezza esteriore, mentre al contrario fa maturare quella interiore. Lo specchio si carica così di un ulteriore significato, e ci mostra la fugacità delle cose terrene, ammonendoci di ricercare le ricchezze eterne senza curarsi della Vanitas.

Iniziale miniata dal Libro d'Ore di Dionora d'Urbino, 1480

Iniziale miniata dal Libro d’Ore di Dionora d’Urbino, 1480

Scambiare l’apparenza per la sostanza è un errore madornale, l’essenza dell’idolatria. Lo specchio però ha anche un significato più profondo, che rimanda alla conoscenza di sè, all’esplorazione della propria interiorità.

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Frontespizio del Magia Naturalis di Giovan Battista Della Porta (1644) – dettaglio

Sondare lo specchio significa osservare sè stessi, calarsi nelle proprie profondità. Non si tratta di un oggetto di osservazione inerte: l’attenzione nei confronti di questo abisso suscita una reazione analoga, come se si risvegliasse un drago che dorme. Come recita una celebre frase di Nietzsche. “Se scruti a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.
In fin dei conti, “riflettere” non è forse anche un modo figurato per indicare il pensiero, la mente che cerca sè stessa?

M. C. Escher, Mano con sfera riflettente, 1935

M. C. Escher, Mano con sfera riflettente, 1935

Lo specchio è uno degli elementi della classica iconografia della Prudentia, strettamente legata alla conoscenza di sè:

Minchiate fiorentine, La Prudenza (1860-1890)

Minchiate fiorentine, La Prudenza (1860-1890)

Osservandosi allo specchio si conosce sè stessi, venendo così a conoscenza del serpente che si nasconde nella propria ombra. Grazie alla riflessione, la forza velenosa simboleggiata dal serpente si muta in energia vitale.

Poichè riflette la luce, lo specchio diventa inoltre un tramite per giungere alla conoscenza della fonte luminosa.

Frontespizio dell'Ars magna lucis et umbrae di Athanasius Kircher, 1673

Frontespizio dell’Ars magna lucis et umbrae di Athanasius Kircher, 1673

Lo specchio diventa dunque un rimando simbolico al Sole, e di conseguenza alla Luce divina ed alla Verità. Lo vediamo così in mano all’allegoria della Verità, brandito come se fosse un’arma, o uno stendardo:

Édouard Debat-Ponsan, La Vérité sortant du puits, 1898

Édouard Debat-Ponsan, La Vérité sortant du puits, 1898

Le figure mascherate cercano invano di ricacciare la donna nel pozzo, di rimuovere la verità ricacciandola nelle oscure profondità dell’inconscio. La maschera, d’altronde, non serve proprio a nascondersi, prima di tutto a sè stessi?

Come la Luna riflette la luce solare, anche l’umanità può ricevere in sè la luce divina. Nelle Litanie Lauretane la Madonna viene definita come “Speculum justitiae“, specchio della giustizia divina.

Fratelli Klauber, serie delle Litanie Lauretane, 1763

Fratelli Klauber, serie delle Litanie Lauretane, 1763

E’ il senso profondo del simbolo dell’incarnazione, della divintà che entra nell’umanità: “Un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio” (Sapienza, 7:26). Il simbolo dell’incarnazione non è limitato alla persona storica di Maria; in questo frangente la Vergine è soprattutto il simbolo dell’umanità, e l’incarnazione è il prototipo di un inveramento dello Spirito che può avvenire nell’anima individuale.

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Johann Joachim Bechers, Psychosophia Oder Seelen-Weißheit, 1705

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