L’Architetto e la Ruota

“Maria architetto dell’universo”, di Giovanni Battista Trotti, detto il Malosso (1603)

Questo meraviglioso ed enigmatico quadro di Giovanni Battista Trotti è concettualmente diviso in due sezioni. Ai piedi dell’immagine è raffigurato il vertiginoso vortice del Tempo; sopra l’Eternità, la Rosa senza tempo di cui il Padre è il fulcro.

Il titolo è altrettanto particolare: “Maria architetto dell’universo”. La Vergine appare qui come Sofia, la Sapienza divina:
Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, fin d’allora.
Dall’eternità sono stata costituita,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
[…]
Quando disponeva le fondamenta della terra,
allora io ero con lui come architetto
(Proverbi 8)

Come Maria, la Sapienza è madre, vergine e sposa:
Così agirà chi teme il Signore;
chi è fedele alla legge otterrà anche la sapienza.
Essa gli andrà incontro come una madre,
l’accoglierà come una vergine sposa.
(Siracide 15)

Nella composizione la Vergine agisce come un portale fra l’Eternità, rappresentata dal Padre, ed il tempo, la sfera segnata dal peccato originale ed avvolta dai cieli planetari.
Nelle Litanie Lauretane una delle invocazioni a Maria è proprio “Janua Coeli”: Porta del Cielo. Un varco che si attraversa in entrambe le direzioni: tanto nell’Incarnazione che come cancello del Paradiso.

Una struttura compositiva simile si trova in questa miniatura del XIV secolo:

Miniatura dal

Miniatura dal “Omne Bonum” di James le Palmer (Londra, 1360-1375)

Al posto del Padre, compare il volto del Cristo trasfigurato nell’immagine del Sole.

Se si afferma che il Cristo è un simbolo, spesso si solleva in risposta l’obiezione: non è un simbolo, perchè è esistito storicamente. La realtà concreta, tuttavia, non esclude affatto la valenza simbolica: sarebbe come negare che il Sole è un simbolo, perchè è una vera e propria stella attorno a cui gravita la Terra.

Ciò non fa del Cristo un’allegoria astrologica; piuttosto, è il corpo celeste a rischiarare col suo significato il simbolo del Cristo. Nonostante le storiche dispute sull’eliocentrismo, il Sole è infatti sempre stato l’immagine dell’Eternità, il punto fermo attorno a cui ruota la Grande Ruota del Tempo. Pensate al simbolo che lo contraddistingue, e che è lo stesso dell’Oro degli alchimisti:
images
A fare da intermediari fra l’Eternità ed il Tempo ci sono qui Pietro e Paolo, rappresentanti di quella Chiesa che in senso mistico è sposa e corpo di Cristo, e quindi un’immagine concreta della Santa Sofia nella storia.

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Un dettaglio molto importante è che in entrambe le raffigurazioni al centro dei cieli planetari compare la raffigurazione del peccato originale. Come un sasso gettato in ogni stagno crea una serie di onde concentriche, così la prima disubbidienza sembra esser stata la spinta che ha messo in moto la danza della Grande Ruota del Tempo.

Fu un errore? Davvero la Santa Sapienza fu così insipiente da lasciarsi sfuggire l’errore insito nel suo Progetto?
Secondo l’eresiologo Ireneo, lo gnostico Valentino vide proprio in Sophia la causa della Caduta, una frattura nell’Eternità che portò alla nascita del mondo materiale:
Ma si fece avanti l’ultimo e più recente Eone della Dodecade emessa da Uomo e Chiesa, cioè Sophia, e subì la passione senza l’unione col suo compagno di sizigia Desiderio.” (Adversus Haereses, I, II 2)

L’altra possibilità è invece considerare il peccato originale non come un’imprevisto sfuggito all’architetto dell’universo, ma come un evento simbolico voluto e necessario.

Miniatura da un manoscritto delle

Miniatura da un manoscritto delle “Antichità Giudaiche” di Giuseppe Flavio

L’allontanamento dall’Eden fu un passo doloroso ma inevitabile; allo stesso modo, è necessario muovere dall’Innocenza all’Esperienza, nel senso in cui le intese William Blake. Una “Felix Culpa”, un dolore generativo simile alle doglie del parto.

Sdoppiare l’Umano in un uomo ed una donna comporta già un dualismo nell’Essere, e quindi l’alternanza fra stati, il ritmo, l’essenza stessa del Tempo.

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La Caduta dell’Uomo costituirebbe allora le fondamenta su cui si basa l’intera creazione, il motore primo che muove il Tempo; ed il Tempo quindi non sarebbe, come certi affermano, una sciagurata, ma “l’immagine mobile dell’eternità“, la Carne che il Padre riveste tramite la Vergine.

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Fonte delle immagini:
http://necspenecmetu.tumblr.com/post/54652205173/giovanni-battista-trotti-il-malosso-mary
http://www.english.cam.ac.uk/medieval/zoom.php?id=675
http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b8452200r/f13.zoom

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