La palma della contemplazione

Il manoscritto delle “Rothschild Canticles” è un capolavoro riccamente miniato con illustrazioni affascinanti e singolari.
Il linguaggio del misticismo cristiano del XIV secolo può apparirci criptico o addirittura incomprensibile, ma il suo impatto visivo è ancora notevole:

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

L’immagine non appare insensata: si intuisce da subito che le singole figure hanno un loro significato preciso, e che non sono disposte a caso. Questo senso, tuttavia, ci sfugge. Possiamo allora cercare di ricostruirlo, ricavando il significato delle singole figure tramite la comparazione con il loro uso simbolico in altre opere, anche di epoche differenti.

La croce in forma di albero, ad esempio, rimanda alla contrapposizione fra Cristo ed Adamo: il primo uomo segnò la Caduta cogliendo il frutto dall’albero proibito, mentre il crocifisso rappresenta l’albero della vita che dona la salvezza.
L’albero, per sua natura, rappresenta poi un processo ascensionale, un lungo lavoro di trasformazione che con radici e rami lega la Terra al Cielo.

Questo metodo interpretativo è importante, ma non privo di insidie. Non dobbiamo dimenticare che affrontare in questo modo la figura significa ricrearla, darne un significato nuovo, proprio. Se svolto consapevolmente, questo rinnovamento è uno strumento potente ed efficace per far rivivere un’immagine, collocandola in un panorama simbolico vivo e contemporaneo, rendendola in grado di “parlare” nuovamente.
Non bisogna però credere che questa nostra lettura sia per forza quella che intese l’autore dell’immagine originale. Non è escluso che fra la lettura storica e la nostra reinterpretazione ci siano delle assonanze, ma occorre fare attenzione a non proiettare sul passato il proprio sentire personale.

Prendiamo ad esempio il pavone: l’uccello ha una moltitudine di sfumature simboliche possibili. Fu l’animale sacro a Giunone, e per la sua bellezza compare spesso accanto a Venere; la sua ruota ne fa un simbolo solare, ma l’ostentazione lo rende anche un’allegoria della vanità. L’elenco potrebbe continuare ancora; la scelta fra queste accezioni riflette un orientamento del tutto personale, e non è detto che esso sia concorde con la sensibilità dell’ideatore dell’immagine.

Nel caso in esame abbiamo però la rara fortuna di avere un testo contemporaneo in grado di spiegare nel dettaglio la chiave interpretativa originale. Si tratta del sermone della Palma Contemplationis, raccolto nei Sermoni di Limburg, un manoscritto conservato nella Koninklijke Bibliotheek a L’Aia.

Il sermone prende lo spunto da un passo del Cantico dei cantici: “Ho detto: Salirò sulla palma, coglierò i grappoli di datteri”. L’albero si conferma dunque nel suo ruolo di strada ascensionale, una scala che porta dal Tempo all’Eternità. Il testo rielabora fortemente la semplice immagine di questo verso: qui la palma ha sette rami, a cui l’oratore fa corrispondere sette diversi fiori, e sette uccelli simbolici.
Nella miniatura il dettaglio dei fiori è andato perduto, ma gli uccelli corrispondono sia nella specie che nell’ordine proposto.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

Il primo ramo della palma rappresenta il riconoscimento della mortalità: l’uomo deve ricordare che ben presto tornerà da dove e venuto: “finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Genesi 3:19)
L’uccello su questo ramo è il pavone. Il sermone spiega il perchè di questa corrispondenza: “E’ nella natura del pavone che a mezzanotte, mentre dorme, grida miseramente e si sveglia da solo; va quindi a controllare se ha ancora lo specchio sopra la testa; se lo vede, torna a dormire senza preoccuparsi. Con ciò si vuole intendere l’uomo benedetto, che deve avere la stessa natura del pavone: se a mezzanotte egli si addormenta e si risveglia, egli deve controllare se la sua virtù è diretta a Dio con Amore bruciante, o se non si sia raffreddata o persa completamente. E se trova lo splendido specchio della virtù nella testa della sua anima, davvero egli può dormire serenamente, senza preoccupazioni.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

Il ramo successivo è la compassione, e l’animale corrispondente è l’upupa: “è suo costume di volare sopra le tombe e piangere per i defunti.

E’ evidente che il miniaturista non conosceva le fattezze dell’upupa, e l’ha sostituita con una sorta di civetta, altro uccello tradizionalmente collegato alla morte.
Anche di ciò bisogna tener conto nell’interpretazione dei simboli: spesso si rischia di lambiccarsi su dettagli apparentemente enigmatici, ma dovuti in realtà all’imperizia dell’artista!

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

Il terzo ramo è la penitenza. Il predicatore afferma che il cigno conosce in largo anticipo il momento della propria morte; per ciò passa il suo ultimo giorno di vita a cantare – il famoso canto del cigno.

L’uomo con l’arpa ricorda così il re poeta Davide, che compose i Salmi; come il cigno, l’uomo dovrebbe ricordare la propria morte inevitabile, ed innalzare perciò un canto di lode al Signore.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

Il quarto è il ramo dei “dolci pensieri”: il dolore per la passione del Cristo, ed il sollievo che il credente prova a contemplare la misericordia divina. Per strano che possa sembrare, l’uccello di questo ramo è un’arpia!
Anche in questo caso la realizzazione del disegno differisce dal testo, in cui l’arpia è descritta come un uccello dalla forma umana. Secondo il sermone, non appena lascia il suo nido l’arpia uccide la prima persona che incontra; quindi vola ad uno specchio d’acqua, e lì vede la sua immagine riflessa. Capisce allora di avere le stesse sembianze della sua preda, e perde ogni allegria, perchè sa di aver ucciso un proprio fratello.
Così l’uomo benedetto comprende di aver ucciso Gesù Cristo, che era il suo fratello sia nella natura umana che in quella divina; perciò abbandona ogni gioia derivante da ciò che è transitorio, e volge i suoi pensieri all’eternità.

Nuovamente, qui traspare la difficoltà interpretativa: difficilmente avremmo inferito un significato edificante dal crudele banchetto di questo leone demoniaco!

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

L’uccello successivo è l’usignolo, il cui gioioso canto corrisponde al ramo del desiderio, che l’uomo deve provare verso Dio.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

La rondine sul sesto ramo rappresenta la preghiera: come l’uccello si ciba mentre vola, così l’anima del religioso si sfama nel volo del desiderio con cui l’anima giunge al Cielo.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

L’ultimo ramo è il vertice della palma, e rappresenta la dolcezza perfetta che il Signore dona all’anima, così pura che il corpo riesce a sopportarla a fatica. L’uccello corrispondente è la fenice; così la descrive il sermone della Palma Contemplationis:
L’uccello abita sempre sul Monte degli Olivi; è un’alta montagna, e molte erbe buone e nobili crescono su di essa. L’uccello è anche sempre da solo, e non c’è mai più di uno soltanto di questi uccelli. Se desidera riprodursi, egli raccoglie le più nobili erbe che riesce a trovare, e si costruisce una casa. Vola quindi nel cielo, fino ad arrivare così vicino al Sole da scottarsi; poi torna giù alla sua casa e batte le sue ali così forte da prendere fuoco, bruciando il suo corpo e la propria casa. Dalle sue ceneri cresce una nuova fenice, e in questo modo l’uccello si riproduce.
Il predicatore quindi ci spiega che il monte degli Olivi rappresenta la vita religiosa, e che le erbe del monte significano le virtù che crescono nell’uomo religioso. Così l’uomo religioso può ravvivare la sua fede avvicinandosi a Dio, fino ad incendiare la propria anima con l’Amore divino; la casa della fenice è il allora il suo cuore che divampa al suo ritorno.

"Rothschild Canticles" - Palma Contemplationis

Nell’immagine delle Rothschild Canticles si riassume in un unico colpo d’occhio un testo molto articolato, grazie ad un preciso codice allegorico.

Il simbolo non è mai pienamente arbitrario: in esso c’è sempre una radice intuitiva, un punto iniziale da cui scaturisce l’associazione di significato. La particolare interpretazione simbolica degli uccelli nella Palma Contemplationis non è mai in contrasto con la loro natura apparente, ma è in rapporto con essa come l’interno lo è con l’esterno. Anche l’allegoria più ripetuta non potrebbe mai funzionare ed imporsi nell’uso se questo rapporto venisse forzato contro la predisposizione di base.

Su questa radice, però, si inserisce il lavoro della cultura, che la arricchisce di ulteriori apporti creando un codice complesso ed intricato.

Il simbolo, dunque, non è mai nemmeno puramente intuitivo. Nel momento stesso in cui si inserisce in un contesto storico, esso si intreccia allo spirito del tempo: l’esempio che abbiamo visto evidenzia chiaramente come i simboli vengano declinati secondo determinate categorie del misticismo medievale, quali il particolare rapporto nei confronti della morte, e la conseguente spinta mistica che porta ad un rifiuto del Mondo.

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