La linea di confine

L’eternità non è, come molti credono, una durata illimitata di tempo. L’Eterno è piuttosto un luogo sottile posta fuori dalla sfera del Tempo; è separato dal flusso della storia, eppure si innerva in essa per vie misteriose, come l’anima con il corpo. Sono distinti, eppure strettamente collegati: per fare un’analogia, se il tempo è una domanda, l’eternità è la risposta.

E’ questo significato che si deve intendere quando si parla di “vita eterna”, o anche quando si nominano allusioni come il “Regno dei Cieli”, o il “Regno di Dio”.

Nell’iconografia medievale, la regione dell’Eternità veniva demarcata da una particolare linea ondulata:

Miniatura dal manoscritto

Miniatura dal manoscritto “De Sphaera” (1230)

L’astro è nel cerchio, delimitato e separato dal resto dell’immagine. All’interno, il simbolo dell’archetipo eterno, all’esterno i suoi influssi sul tempo del creato.

La linea non è una semplice demarcazione semplice, ma una sinuosa compenetrazione reciproca:

Miniatura dal manoscritto

Spesso la linea ondulata viene tratteggiata dalle nuvole:

Miniatura dal manoscritto di

Miniatura dal manoscritto di “L’Epistre Othea” di Christine de Pisan (XV sec.)

Dall’eternità del cielo delle idee, Venere riceve i cuori degli amanti: il rapporto fra tempo ed eternità non è unidirezionale, ma è piuttosto un influsso reciproco.

L’uso iconografico di questa linea di confine non è limitato ai manoscritti; lo si ritrova ad esempio negli affreschi delle chiese:

Dettaglio da un affresco della chhisea di Sant'Andrea a Thörl, Austria (1475)

Dettaglio da un affresco della chiesa di Sant’Andrea a Thörl, Austria (1475)

La passione di Cristo avviene nella storia, ma la crocifissione è la chiave d’accesso alla Gerusalemme Celeste, che si trova nell’eternità.

Riconoscere la linea ondulata come un confine fra tempo ed eternità ci aiuta a comprendere meglio le immagini di alcuni testi, fra cui trattati di esoterismo come questo:

Immagine dal manoscritto

Immagine dal manoscritto “La saincte et tres chrestienne Cabale” di Frère Jehan Thenaud (XV sec.)

Oppure di alchimia, come in quest’altro caso:

Illustrazione dal manoscritto del Rosarium Philosophorum (MS Ferguson 6, XVI sec.)

Illustrazione dal manoscritto del Rosarium Philosophorum (MS Ferguson 6, XVI sec.)

  1. Pingback: Dio nel cielo e l’uomo nel fango | Alchimia dei Simboli
  2. Francesco Boer

    “Le nuvole ondeggianti si formano sul confine fra correnti d’aria di diversa altitudine e di varia direzione, e i venti che li formano non possano trascinarli via, le giogaie aeree restano ferme mentre impetuosamente volano gli aerei torrenti, come le nebbie che si avvolgono alla vetta d’un monte: infuria sul monte una bufera di neve, e la coltre di nebbia non è smossa. Una tal nebbia si forma anche sul confine fra visibile e invisibile. Esso si rannuvola inaccessibile alla vista impotente, ma così altresì accenna la presenza di ciò che supera il mondo. Avendo gli occhi spirituali aperti e alzandoli al Trono di Dio, contempliamo la visione celeste – la nube che avvolge il Sinai, il mistero della presenza di Dio e avvolgendola la annuncia e la proclama.”
    (Pavel Florenskij, Le porte regali)

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