Vedere gli dèi

Gli antichi Poeti animarono tutti gli oggetti sensibili con Dèi e Geni, chiamandoli con nomi ed adornandoli con le proprietà dei boschi, fiumi, montagne, laghi, città, nazioni, e qualunque cosa i loro numerosi ed espansi sensi potessero percepire.
(William Blake, The Marriage of Heaven and Hell)

Atena Farnese, Museo archeologico di Napoli

Atena Farnese, Museo archeologico di Napoli

La nube dagli occhi ecco ti sgombro
Che la vista mortal t’appanna e grava,
Onde tu ben discerna le divine
E l’umane sembianze.
(Iliade, Libro V)

Il mondo degli uomini e quello degli dèi sono contigui; è soltanto la nebbia che offusca l’occhio mortale, rendendolo incapace di distinguere l’intreccio…

Adolf Hirémy-Hirschl, Anime sulle rive dell'Acheronte (dettaglio)

Adolf Hirémy-Hirschl, Anime sulle rive dell’Acheronte (dettaglio)

Il terzo occhio, l’organo parietale, di cui gli scienziati credono di aver trovato il ricordo, era forse l’occhio che coglieva le immagini primordiali; gli antichi vedevano i paesi, gli animali, le fonti, gli alberi (tutto quello che noi vediamo come corpo) come figure, come dèi e demoni.
(Ernst Jünger, Irradiazioni, Vorošilovsk, 30 novembre 1942)

Vaso greco con rappresentazione del Minotauro, VI sec. a.C.

Vaso greco con rappresentazione del Minotauro, VI sec. a.C.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...