“Philosophia Hermetica” di Federico Gualdi

Recentemente mi sono imbattuto nella versione digitale di questo notevole manoscritto, disponibile sul sito della libreria dell’università di Yale. Oltre alla sostanza dei contenuti, anche la forma estetica del testo è gradevole, per non parlare del piacevolissimo stile delle miniature. Ho pensato di trascriverne il testo per offrirne una lettura più agevole.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

PHILOSOPIA HERMETICA
Overo
Vera, Reale e Sincera Descrizzione della Pietra Philosophale.
cioè
Medicina Universale tanto per i Corpi Humani che Metalici
Auth: D: D: Federico Gualdi Tedesco


Ad Momum

Laudatur ab his, culpatur ab illis, cognoscitur à paucis; quare penès te maneat libido reprehendendi cum inscitia. Nolo placere illis quibus displicuisse laus est.

(A Momo. Lodato dagli uni, biasimato dagli altri, conosciuto da pochi. Resti perciò in te il piacere di criticare con ignoranza. Non voglio piacere a coloro che si vantano di essere sgradevoli.)


Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Vero Ritratto di Federico Gualdi Tedesco
Filosofo Hermetico.


Caput 1

Attendete miei Figlioli e discepoli, quel che vi dich’io
Non applicate il dono dell’Ognipotente
In superbia e cosa non conveniente
Non pubblicate mai à persone indegni
Questa scrittura con i suoi segni
Se non volete aver la pena Eterna
Ed esser privi della Benedizione Divina e Paterna.


Caput 2

Non confidatevi à Prencipi mondani
E non credete à loro promesse vani
Tanto à Teste coronate, quanto à gran Cavalieri.
Perchè voi vedrete i loro falsi gieri
State dunque in segreto, e lavorate in pacienza
Pregate Iddio, fate bene à poveri con diligenza
Ricomendatevi alla Beata Vergine Maria di Cuore,
E conservatevi nel divino e prossimo Amore.


Caput 3

Però figlioli cari questo saper dovete
che l’ogni Potente, e divino Hermete,
Non concete à tali questa divina arte
Che giocano con donne boccali e marte
Ne anche à quelli che al prossimo sono invidiosi
Ne à quelli avari, infedeli, e lussuriosi
Ma solo à quelli di Dio temorosi e veri christiani
Che osservano i precetti, e al prossimo non fanno inganni.


Caput 4

L’ognipotente fece dal nulla uscire il chaos tenebroso,
Massa difforme, qual parto meraviglioso
Come che non fosse stato l’ognipotente,
a questo chaos creatore sufficiente.
Questa massa fù informe, ed inoperose
tutte le cose, in esso fu indiviso e tenebrose
Ogni Elemento in lui stava racchiuso
Tutt’il potere animale, vegetale e minerale cunfuso.


Caput 5

Da questa massa inordinata e impura
Fece l’ognipotente il Cilo, terra e creatura
Sole e luna, ed ogni cosa hebbe nome,
Tanto le minere vegetabili come bestiame,
O’ del divino Hermete, ed Arte Paterna,
Come mai fabricò tutto dall’indistinto Chaos colla mano Eterna
Ancora noi figliuoli miei nella grand’opra nostra
Cercar dobbiamo tal chaos, come la figura vi mostra.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura prima


Caput 6

Io vostro Padre affettuoso ed esperto dell’arte
Colle figure e presenti poche carte
Vi voglio scoprir il mirabile nostro composto
E tutto quello che fù nascosto nei libri e scritture nostre della Pietra universale
Dell’oro, argento ed acqua nostra mercuriale
E come per l’arte e natura di potenza fù estratto
La purità degli elementi in atto.


Caput 7

Attendete dunque con gran diligenza
A quello ch’è necessario in questa scienza,
Che altro non è nostro mercurio ignoto,
Che un spirito vivo universale innato,
che dal nostro Chaos si estrae per Arte
Con grand’amicabilità dal comune marte
O’ gran mercurio nostro umido e caldo
Non comune, mà al fuoco ogni hora stà più saldo.


Caput 8

Prendete del nostro Caos universale
Non più che uguale parte martiale,
Consegnate questo à Plutone Maestro d’arte,
Che si congiunge, e’l puro dall’impuro sparte
Questo è il nostro universale spirito agente
Humido radicale, da noi conoscente
Questa è la nostr’acqua secca congelata
Il Drago Babilonico, e’l Leon verde chiamata.


Caput 9

Prendete questo Drago, col suo splendore
E di novo, mà senza gran vigore
Congiungetelo con ugual peso di Chaos recente
Ed il Leon crescerà più lucente
Sette volte lì ho fatto veder la sua stella,
A’ questo Leone, e sempre fù più bella
Nell’ultimo Lavoro fù fusibile come cera
Con splendore d’argento fino vi era.


 Caput 10

Questo è il nostro Mercurio splendente
Il grand’Arcano dell’ognipotente
Questa è la nostra luna e Diana
Quando è preparata tutti i morbi risana;
Questa è la nostra Beya splendente
Che prenderà il Gabrizio per marito confidente
O’ grand’opra della semplice natura
Quello vi dimostra la seconda figura.
Quando marte col leone è congionto
Il Mercurio Nostro si trova in punto
A questo mercurio dategli oro comune puro
Coll’acqua minerale composto duro
Non molto liquido, mà come è il butiro
Acciò che Beya e Gabrizio faccino il suo giro.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura seconda


Caput 11

Così figlioli cari chiaramente vi mostro
Colla fitura terza, el presente inchiostro
che la donna non può generar senza marito
Perciò Beya con Gabrizio deve esser unito
Hora sarà Mercurio tutto sal, sol tutto luna
O’ gran Mercurio nostro in te li aduna
Argento ed oro estratto dalla potenza in atto.
Quando oro, luna, e l’acqua minerale nostra
Si congiungono come la figura mostra
Sarà tanto l’uno come l’altro tutto oro
E da questi trè si fà il nostro moro
Cioè il Corvo negro, la Regina alba
Il Re rubicondo, solfo nostro senza malba.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura terza


Caput 12

Dei Metalli divien seme animato
E della nostra congiunzione Mercurio Aurato
Pigliate dunque del nostro Mercurio animato
E dell’oro nostro benissimamente purificato
Congiungeteli insieme con diligenza
Con il suo peso e la nostra scienza,
Che la moglie non molto avanzi il marito
Però più, che sarà la prima congiunzione ben finita.


Caput 13

Mirate i grandi errori degli uomini ignari
Che s’applicano ai nomi volgari
E si accingono con mercurio comune ed oro
Credono il fugitivo argento fermare con tal lavoro.
Mà se agli occulti sensi apron la mente,
Vedranno, che à ambe due manca lo spirito agente.
Oro unito colla nostra luna insieme
Producono il solfo nostro, vero, Aureo seme.


Caput 14

Senza il fuoco nostro secreto, non si puol
Proseguire quello che la natura ed arte vuol
Questo fuoco è tanto da noi oscurato
Che pochi nei nostri libri han trovato
Qual materia prendervi debba per il fuoco nostro
Ma real e paternamente nella quarta figura ve’l mostro
Penetrate quello con ingenio quieto
Perchè è fatta dalla mano d’un Adepto
Del solfo marziale, Antimonio ed acqua minerale, fu Composto il nostro fuoco marziale,
Da questi tre si distilla l’acqua nostra
Purificata, Animata e ben composta.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura quarta


Caput 15

Fuoco è ch’è vaporoso, e non è leve
Che imitar la natura, arte sol deve,
Fuoco è che nutre, e non divora,
Ch’è naturale, e nel mercurio nostro si trova
Humido, mà ogni ora dissecca, acqua è che stagna,
Acqua è che lava i corpi, e man non bagna
Fuoco da trina sostanza ridotto in una
Sol e mercurio con nostra luna.


Caput 16

Hora abbiate inteso dalla mia scrittura
Cosa è sole, mercurio e nostra luna
E che da trina sostanza si deve far una,
Una che in tre si spande
Però tutto homogeneo, o’ meraviglia grande,
Donna, Marito, e Copulatore,
Padre, fratell e sorella d’un amore.


Caput 17

Nient altro è, che Mercurio sale, e solfo nostro
Aria, acqua e fuoco in terra ben composto
Oro, ed Argento nostro, ch’è tutto foco e vita,
Con il Mercurio unito, o meraviglia infinita.
Mà ogni seme à generar inutile si vede
Se corruzzion di quello non procede,
Perciò si deve marcir, e venir negro,
Il nostro Corpo Solare ch’è intiero.


Caput 18

Facile è à proseguire questo lavore
Quando nella putrefazion, il corvo fa favore
Non congiungete altro se non la trina nostra sostanza
Tutto però à suo peso e acciò che l’acqua avanza
E questo nel lavore della preparazione, come mostra la figura
Perchè in quello è il compendio della strada sicura
Considera profondo, qual fuoco, aria, e terra si deve,
Convertire in acqua nostra come la neve,
Il pomo d’oro, lion verde e mercurio innato
Devono morir tutti tre in un atto
Da questi diviene il corvo nero,
Quando questo avrete lodate Iddio e state allegro.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura quinta


Caput 19

Tutta la neve, e giaccio è acqua congelata
Facilmente si risolve per acqua infocata
Equalmente l’oro colla nostra luna unito
Si risolve in mercurio nostro definito,
Perchè non vi è contraria la natura,
Ma primamente si deve marcire per fuco vaporoso
Acciochè il corpo si regeneri glorioso.


Caput 20

E quando nonanta giorni e notti sono espirati
I nostri corpi composti saranno putrefatti
Per tutto il tempo osserva il foco moderato
Perchè l’arte e natura non vuol esser sforzata,
Mà tutto vuol aver il suo tempo distinto
Per questo vi ho la figura presente dipinto,
Ch’era pazienza e tempo appropriato
Dovete aspettar il corvo alato.
Quando sol, luna, e mercurio nostro
sono ben congiunti, e composti,
Il corvo negro in tempo distinto
Si congiungerà con il suo compagno infinito
Che non si troverà più veruna separazione
E con fuoco ben agente si vedrà l’albificazione.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura sesta


Caput 21

E quando vedrete il nostro Corvo negro
Lodate Iddio e state allegro,
Non dubitate e non disperate,
Perchè l’opere sono ben principiate
Lasciate tempo alla natura,
Acciochè il corpo si matura
E si converta in un pavone,
E questo non senza gran ragione.


Caput 22

Dal negro al bianco venir non si puol
Nè abbreviar il tempo, sà con aumento del fuoco come si vuol
Se non per via di vari e molti colori
Per la belezza del Pavone, e suoi favori
E quando gli Elementi amicabilmente faranno pace
Guarda la mirabile operazione della Natura e tace,
aumenta il fogo verso il grado secondo
E penetra la più annessa figura con ingenio profondo.
Delli corvi nostri composti insieme
in Pavone tra quaranta sei giorni succede, sen proviene,
Questo è la ligatura delli quattro Elementi
E la Beya con Gabrizio godono contenti.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura settima


Caput 23

L’ognipotente Padre, e Divino Hermete
Quando con Noè pace contrahete,
fece star tutte l’acque in luoco destinato,
acciochè il mondo non più fosse anegato
Il segno di questa pace fu l’iride splendente
Come si vede ancor oggidì vivente
Quando voi farete pace trà acqua e foco
Vedrete in nostra opera simil giuoco.


Caput 24

Tutto poi si rimetterà in buona quietezza
Tutto sarà a favore del Maestro,
Tutto si converterà ben presto
In color della neve lucente
Come luna, quando è à pieno splendete
Questo è il segno della luna nostra rigenerata,
Questa è la luna nostra co’ suoi colombi armata.


Caput 25

O’ gran misericordia del nostro Gesù Christo,
A’ noi ingrati, e della vita così tristi
che non vogliamo riconocere il dono e la grazia di Dio,
O’ meraviglia grande dell’ingratitudine mia,
Se io, o’ Creatore mio, colla mia penna tanto aperta
E colla mia sincera real paterna offerta
Farò che questa nostra Regina,
A’ mano d’un infedel, o’ avvaro s’avvicinna.


Caput 26

Perciò ti prego o’ divino Creatore,
Non permetete, che nè per denaro, nè per favore
Si dia questa nost’arte, e Scrittura,
Si trasporti o’ riveli a gente immatura
Ma fà a quello, che vuol tradir la nostra Regina
Che la maledizione tua, e morte subitanea la ruina
Acciò che non venga mai à mani degli indegni
Quest’arte divina con i suoi segni.


Caput 27

Così figluoli cari avete intesi i segni della nostra Regina
E ancora quello che è contrario all’arte divina
Dunque considerate tutto, se non volete acquistare
L’eterna pena dell’infernale mare
Proseguite con pacienza il nostro lavoro
In grazia di Dio e del prossimo onore
Così acquistarete il tesoro della Regina nostra
Come la mia figura chiaramente vi mostra
Questa Regina è solfo nostro primo non tingente
Medicina bianca del primo ordine decente
Qual in tempo di quaranta tre giorni si converte
In un Re rubicondo permanente.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura ottava


Caput 28

Lasciate questa splendente e bianca Regina,
Che in spazio di giorni quaranta cinque si raffina
E la veste bianca si converte con fuoco agente
In color citrino, e all’ultimo in rosso lucente
Lasciatela in camera trasparente incarcerata,
Dal nostro plutone molto amata,
Lasciatela così, perchè Plutone vi farà veder,
che da questa Regina, il Monarca deve proceder.
Con foco non poco violente,
Fu nato il nostro Re agente,
Mà averte, e tiene bene in mente
Che il regimme del fuoco sia potente,
Altrimenti tu farai mille pensieri vani
Perchè il nostro Re non si vede
se non con appropriati giri.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura nona


Caput 29

Augmentate il fuoco al nostro intento
Acciochè la Regina goda il suo contento
E vi partorisca un figlio rubicondo
Il maggior tesoro di tutto questo mondo,
Chiamato il nostro figlio di sol splendente
Il nostro solfo rubicondo e splendente
La nostra Terra Verginea di damasceno campo,
Il nostro oro, Mercurio duplicato
Che dal fuoco non più scampo.


Caput 30

Questa è la nostra prima operazione secreta
La nostra terra Adamica rossa e perfetta,
Questo è il fine del lavoro di Hercole Potente
Questo è il sangue prezioso del nostro serpente
Questa è la vera purificazione delli quattro elementi
Questo è il secreto, che cercano i potenti
Questo è quello che abbiamo scoperto,
Questo è quel che ne libri nostri mai si trova aperto.


Caput 31

Hora figlioli cari e timorosi di Dio
Ascoltate quello, che di più vi dico io,
Credete à me, che son possessore di questo tesoro,
E non guardo la vanità del mondo col suo oro
Ascoltate ciò, che paternamente vi dico
Mentre solo lo scrivo per pro’ di mio amico
E à voi che entrate alla nostra conoscenza
A voi cui abbiam fatto vera clemenza.


Caput 32

Acciò non vi lagnate, che tutta l’arte
Da noi non vi sia in queste poche carte
Secondo la promessa stata comunicata
Voi ascoltate attenti confederati nostri
E ciò considerate che la figura mostri
Il solfo e terra nostra del sol il fiore
Della natura tutta vanto maggiore
Quest’è il nostro Re forte e potente
Ch’è in fuoco glorioso e resistente
Chiamato medicina dell’ordine primo
Di ogni morbo io penetrante lo stimo
Però i metalli lui convertire non puol,
Passar seconda putrefazione ci vuol
Pria che à tanto grado ei s’inalzi
La morte superar deve à calzi
Il capo à questo Re tronchi Mercurio nostro
Come ti dice qui questo inchiostro
Della figura pur osserva i segni
Se ottener tu voi suoi richi pegni.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

Figura decima


Caput 33

Questo solfo, è Terra nostra, è tutto sole,
Ma di tingere non ha potenza, e non vuole
Finchè l’opra seconda non è adempita
L’acqua in terra non è pur convertita,
Finchè l’amato nostro figlio del sole
Dell’acqua sua non piglia à bastanza
Prima dalegliene scarsa pisanza
Acciochè con amor, e con salvezza
La bevi, e non anneghi la sua bellezza.


Caput 34

Averte dunque tutti i nostri comandi
Perchè siamo esperti di tanti lavori vani
Che dovete pigliar quattro parti della nostra terra
E congiungerli coll’ottava parte di acqua che vi era,
Prima à modo nostro impregnata e rettificata
Per sette ò dieci destillazioni ingeniosi fatta
Col nome acqua minerale, e cotta da natura
Fuoco acquoso impregnato, che tutto matura.


Caput 35

Perchè il nostro solfo è tutto fuoco,
che non si trova mai in vero loco
Se nò in fuoco, con fuoco della natura
s’aumenta sua virtù, e si matura
E cresce in potenza, virtù e bellezza
D’un colore all’altro si muta con contentezza
Fin che nasce il solfo nostro armato
Prima con bianco, e poi rosso coronato.


Caput 36

Mà il bianco non vedrete nemen il rosso
Se il negro pria non gli viene adosso
Per cibazione di grado in grado augmentando
Il fuoco con raggione e putrificando
Tal imbibizione qual vuole la natura
à guisa come si nutrisce una creatura
Perchè nel principio con molto cibo si guasta
Perciò nutre il fanciullo à poco tanto che basta.


Caput 37

Prima come hò detto con parte ottava
Poi in pochi giorni con settima parte si contentava
In tre imbibizioni la sesta parte di acqua vuole,
A bevere questo nostro figliuolo del sole
E sempre in pochi giorni aumenta il nutrimento
Finchè la quarta d’acqua a bever sia contento
A tal modo io son esperto nella nostra arte,
Di dar il nutrimento al nostro Marte


Caput 38

Senza le piccole imbibizioni fin che la nostra terra
In negro, bianco el rosso convertita era
Gli ho dato cinque intiere imbibizioni
Colla quarta parte d’acqua di benedizione
Tanto beveva questo marte rabbiato
Due volte tanto, ch’il suo corpo ha pesato
Finchè questo marte fù fatto trionfante
Sich’egli fù un Rè glorioso nato dal notsro fante.


Caput 39

Quest’è il nostro Rè della seconda operazione
Medicina perfetta per gli uomini e donne
Elisir è della seconda operazione nostra
La sua virtù potente in ogni morbo si mostra
Quest’è la medicina per la vita longa
Che per benevolenza divina sola la slonga
Lodata sia l’infinita Trinità gloriosa
E la Beatissima Vergine Maria amorosa.


Caput 40

Con la qual medicina l’ognipotente Hermete
Mi ha prolungata la vita senza herbete
Con essa la Divina Maestà m’ha consolato
E tutto l’desiderio mio contentato
Visto che sino al fine della mia vita,
Infinito tesoro, e perfetta sanità vi è unita
Per tal felice successo pregate Dio con amore
E la annessa figura penetrate con candore.
Per via della morte del Re glorioso
Per l’opera seconda, è mercurio animoso,
Per la putrefazione e filiazione
Si acquista la decima multiplicazione
Per sette imbibizioni appropriate
E ancor il regime del foco ben mesurate
Sarà finito in cinque mesi l’opera nostra
Seconda rotazione perfetta si dimostra.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

figura undecima


Caput 41

A questo nostro Rè manca la corona
La terza Rotazione questa gli dona
E senza quella la sua virtù, e potenza
In convertir metalli fà resistenza
La terza rotazione della nostra via corta
Si fà della fermentazione colla scorta
All’hora si conferte in massa rubiconda
Per tutti i colori, come nell’opera prima e seconda.


Caput 42

Tre volte li deve circolar gli Elementi
E sempre che nel fuoco siano resistenti
Uniti, composti, marciti e fissati
Gloriosi penetranti e purificati,
Con qual il seme dell’oro sarà rigenerato
E dalla potenza in atto anche estratto
Tre volte la rotation nostra far si deve
Acciochè la medicina del terzo ordine si vede.


Caput 43

Nella prima rotazione è il solfo nostro
Nella seconda l’elisir fisso composto
Nella terza rotazione prosegui la fermentazione
E poi ugualmente la multiplicazione
Questi sono i lavori della divina arte
Che vi scuoprono chiari le nostre carte.
Ed abbiate ormai pienamente inteso
Con che lavoro il Re glorioso à nostra mano si hà reso.


Caput 44

Il quale altro non desidera per suo governo
Che una Corona dell’oro del tempo moderno
Vogliamo dunque dir quello che questo Re brama
E quello che noi tanto desideriamo
E non v’è verun medio trà tinger e tintura,
Se non che l’oro, con nostro Re si matura
Non con tempo longo nè opera laboriosa
Nè con gran spese, ed arte ingegnosa.


Caput 45

Semplicemente oro in polvere ridotto
Per acqua Reggia, o mercurio in calce promoto
Ma che sia separato tutto il corosivo odore
Acciochè il nostro Re lo prenda con amore
Fate la congiunzione con diligenza minutamente
Con la sua acqua che deve esser presente
La quarta parte dell’acqua minerale
Si deve congionger in vatso vetriale.


Caput 46

Poi ponete questa trina composizione
In fuoco appropriato della digestione
Date il fuoco come desidera l’arte e natura
Acciò che tutta si fissa, e matura
E si converta in massa rubicante
Tintura perfetta e penetrante,
In tempo breve vel assievro io
Finirete la fermentazione col agiuto di Dio.


Caput 47

Allora il nostro Re col suo seme rigenerato
Puol esser infinitamente multiplicato
Non per altra via più gloriosa
Che con la sua acqua Appropriosa
Non per altro se non per l’imbibizioni
E necessarie putrefazioni
Per il grado della filiazione nostra
Per tutti i colori finchè la rubedine si mostri
Tante volte che egli morto sarà fatto
E per la putrefazione rigenerato
Sempre da dieci in dieci multiplicato
In quantità ed in virtù addoppiato.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

figura duodecima


Caput 48

Considerate con profondità la natura
Come il grano nel campo si molitplica e matura
Non con altro se non con semplice lavoro
Del povero vilano, splendezza di sole e pioggial favore
Così infinitamente puol esser il grano multiplicato
Quando il lavorante piglia la ricolta e la mette in campo ben arato
E poi la ricommanda alla benedizion celeste
Acciò che con caldo acquoso tanto di quanto di notte cresce.


Caput 49

Ancora voi miei cari figliuoli e confederati
E dalla nostra famiglia amati
Non stancatevi a multiplicar contro natura
L’oro comun con mercurio comune, o altra acqua impura
Se non volete perder il tempo colle spese
E finalmente mendicar per il paese
Così permanente in via della semplice Natura
E considerate la mia ultima figura
Questa figura è la rotazion terza
La multiplicazion dell’infinitezza
E come l’opera prima e seconda fù fatta
Così ancora la terza uguagliata
Sempre per l’imbibizione proporzionata
Per l’opere della putrefazione fatta
Con fuoco per ordinato candente
Con nostr’acqua animata ed agente
Mà questo avvertir è necessario
Che in ogni opera è tempo breviario
E quando avrai fornito tre lavori
Una parte ti inge, mille à onore
Come già per queste carte ti hò detto
Uno però avvertire ti voglio
Perchè l’è un gran scoglio
Che senza fermentazione non vale
La tintura alli metalli Reale
Mà fermenta à modo della scrittura
E considera bene la nostra pittura.

Federico Gualdi - Philosophia Hermetica

figura decima terza


Caput 50

Considerate sempre ogni cosa colla possibilità
E come la semplice natura nell’operazione fà
Nel Regno mineral permanente in vie pure
Come nell’animal si multiplican le creature
Che tutto dal masculin, e feminal congiunzione
Piglia l’origine e sua generazione
E come l’uomo che nell’utero si pasce
Di puro sangue, e poi di latte in fasce,
Considerate il regno vegetabile,
che tutto si multiplica amicabile
Il campo è la femella il maschio seme,
Come l’uno l’altro ama e non teme
Tutte le congionzioni devono essere d’amore ed homogenei
Vivi e non morti, e di spirito pieni
Altrimenti la natura multiplicar, ò generar non vol
Ne meno l’arte alla natura assister puol
Il Regno mineral vi sia raccomandato,
L’acqua e luna nostra purificata,
Chè a tutti i metelli dà l’umido radicale
Al seme metallico il color naturale,
La luna nostra è femella e Campo Damasceno
L’oro è il mascio e di seme pieno
Congiungete questi secondo l’arte
Coll’acqua nostra secondo queste carte.


Caput 51

Lodate Iddio pregate per i morti,
fugite li peccati e state accorti,
acciochè verun non acquisti le nostre scritture
Ne meno guardi nostre pitture
Conservatele ascondetele e in pericoloso luoco
Raccomandale alla difina Maestà e mettele in fuoco
E così conservatevi in grazia divina, e nostra paterna
E avrete da noi sempre l’aiuto e benedizion Eterna,
Questo è l’unico compendio della nos’opera universale
Che veruna creatura umana e mortale,
Puol ringraziar al Divin trino ed uno Dio
Per tal dono e paterna rivelazione come vi dico io
Perchè in vita nostra non si desidera che un tesoro
Che sia composto di longa vita e quantità d’oro
Tutto questo lo puol dar la nostra pietra universal
In aiuto del Divin Hermete,
Quando in grazia di Dio lavorate
E con pacienza l’opera à suo fine proseguite.

O: A: N: D: G:


 

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