Il filo del tempo

Poco lontano da Lienz, in Austria, c’è un piccolo paesino chiamato Leisach, dove si trova una piccola e vecchia chiesa consacrata a San Michele.

Chiesa di San Michele a Leisach

All’interno c’è un meraviglioso altare in legno, scolpito nel 1924 da Josef Bachlechner:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach

A prima vista si tratta di una scena dolcemente ingenua: un momento di pace e tranquillità della Sacra Famiglia, dopo la fuga in Egitto ma ben prima della Passione. Il giovane Gesù tende il filo, e la Madonna avvolge un gomitolo, mentre San Giuseppe, sullo sfondo, lavora nella sua bottega da falegname. Certo, anche questa tranquilla armonia  familiare  è di per sè un messaggio importante!
Ma analizzando i singoli dettagli si può scorgere un significato più complesso: una metafisica che si sovrappone all’immediatezza dell’immagine, senza cancellarla, ma anzi ampliandone la bellezza.

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

La vergine tiene il gomitolo come se fosse un seno: tanto la posizione che la forma ed il colore sono scelti deliberatamente per alludere a questa associazione.
Il filo che collega la Madre ed il Figlio rappresenta il rapporto che intercorre fra le due figure: in via simbolica, è come se fosse un cordone ombelicale!

Il giovane Gesù tende il filo con le mani, accennando il mistero della Mandorla – il varco fra i due mondi, fra il Momento e l’Eternità, fra il Cielo e la Vita:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Il filo dunque è anche il Tempo, il Destino; e non è casuale l’accostamento fra la Vergine e le altre figure femminili associate al fato, come le tre Moire che tessevano il filo del Fato…

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Nel rapporto fra Madre e Figlio si prefigura quello fra Generazione e Vita, fra Essere Eterno ed Esistenza nel Tempo!  Altri indizi rafforzano questo significato, come ad esempio l’orologio:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

O la volta stellata che chiude la stanza invece del soffitto:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

San Giuseppe è solo apparentemente una figura secondaria. Benchè appaia relegato nello sfondo, egli ha un ruolo simbolico molto importante: tagliare il filo che collega Madre e Figlio, separare l’unità iniziale. Nella composizione, la lama della sua sega sembra avvicinarsi al filo di lana, e corrisponde proprio alla colonna che divide i due lati dell’immagine.

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Ai piedi di Gesù giocano alcuni conigli:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Anche questo non è un dettaglio casuale: la fertilità dei conigli è un simbolo che ben si accorda con i temi della generazione e della nascita.
Lo stesso accostamento si trova nella “Sacra Famiglia con tre lepri” di Albrecht Dürer:

Albrecht Dürer - Sacra Famiglia con tre lepri

Albrecht Dürer - Sacra Famiglia con tre lepri - dettaglio   Albrecht Dürer - Sacra Famiglia con tre lepri - dettaglio

Oppure ancora nella “Madonna del coniglio” di Tiziano:

Tiziano Vecellio, Madonna del Coniglio

Torniamo all’altare di Leisach. Anche le figure della parte superiore non sono affatto prive di significato:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Gli angeli che innaffiano il fiore alludono al mistero dell’Annunciazione: il vaso è proprio il simbolo di Maria, “Vas Spiritualis, Vas Onorabilis, Vas Insignae Devotionis”. Si pensi, per fare un esempio, al vaso presente nell’Annunciazione di Simone Martini:

Annunciazione, Simone Martini

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

Infine, allo stesso mistero allude il bellissimo dettaglio del nido nell’angolo in basso a sinistra:

Josef Bachlechner, altare della chiesa di San Michele a Leisach - dettaglio

L’uccello, ed in special modo la colomba, è un simbolo dello Spirito Santo, e come tale viene anch’esso utilizzato nelle scene dell’Annunciazione, come se stesse cercando il proprio nido nel Seno della Vergine. Un esempio di tale diffuso simbolismo si trova nell'”Annunciazione Doria” di Filippo Lippi, in cui ricorre anche il dettaglio del vaso di fiori:

Filippo Lippi, Annunciazione Doria

Il particolare della colomba ricompare anche nell’annunciazione dei mosaici della Chiesa della Martorana a Palermo.
Qui troviamo anche un altro simbolo conosciuto, che completa il cerchio – la Vergine sta filando un filo rosso!

Mosaici della Martorana - annunciazione

La fonte di tale iconografia si trova nell’apocrifo Protovangelo di Giacomo, in cui è scritto:

Ci fu un consiglio dei sacerdoti, e dissero: «Facciamo una tenda per il tempio del Signore». Il sacerdote disse: «Chiamatemi delle vergini senza macchia della tribù di David». I ministri andarono, cercarono, e trovarono sette vergini. Il sacerdote si ricordò della fanciulla Maria, dato che era della tribù di David e senza macchia davanti a Dio. I ministri andarono e la condussero.
Le introdussero poi nel tempio del Signore, e il sacerdote disse: «Su, tirate a sorte chi filerà l’oro, l’amianto, il bisso, la seta, il giacinto, lo scarlatto e la porpora genuina». A Maria toccò la porpora genuina e lo scarlatto: li prese e se ne ritornò a casa sua. In quel tempo Zaccaria diventò muto: fino a quando Zaccaria riparlò, il suo posto fu preso da Samuele. Maria, preso lo scarlatto, lo filava.
Presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: «Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne». Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola».

Va notato che la porpora è il tessuto dei re; tanto questa che lo scarlatto poi alludono al sangue, e quindi alla Passione.
Il Vero Tempio poi è simbolicamente proprio il Corpo di Gesù, in cui dimora lo Spirito Santo, e proprio in ciò è da intendersi il significato del velo che Maria stava preparando.

(La foto del mosico della Chiesa della Martorana sono prese dal sito: 
http://lasicilianormanna.blogspot.it/2012/12/la-martorana_2066.html)

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