L’albero secco

Petrus Christus, Madonna dell'albero secco (1465)

Petrus Christus, Madonna dell’albero secco (1465)

L’albero secco compare nei vangeli in un enigmatico episodio:
“La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: “Non nasca mai più frutto da te”. E subito quel fico si seccò.”
In genere il fico è associato all’albero della conoscenza del bene ed il male (vedi ad esempio la Tentazione di Michelangelo nella Cappella Sistina). Considerando che il suo frutto segnò la caduta del Primo Uomo, si comprende il motivo della maledizione che il Cristo gli scaglia, conferendo un senso a quella che altrimenti sarebbe una futile ripicca.
L’opera di Cristo consiste proprio nel tramutare l’Albero secco della Morte in quello verde e rigoglioso della Vita. E’ un opera dolorosa, la Via Crucis della passione: e non a caso l’albero secco forma un cerchio, ricordando la corona di spini con cui fu cinto il capo del Salvatore.

Questa opera di trasmutazione è confermata da un passo di Ezechiele:
Dice il Signore Dio:
Anch’io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello
e lo pianterò sopra un monte alto, massiccio;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso;
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò“.

Petrus Christus, Madonna dell'albero secco - dettaglio lettere A

Non si sa di preciso a cosa si riferiscano le lettere “A” attorno all’albero. In genere si crede che siano da intendere come l’iniziale di “Ave Maria”; ma potrebbe essere anche un accenno l’aleph, la lettera rappresentante l’inizio, riferita allo stesso figlio:

Gesù soggiunse poi a Zachia: «Ogni lettera, dall’aleph fino al tav, si distingue dalla disposizione. Prima, dunque, tu dì che cos’è la tav, e io poi ti dirò che cos’è l’aleph». Disse ancora loro Gesù: «Coloro che non conoscono l’aleph, come possono insegnare la tav, ipocriti? Dite prima che cosa è l’aleph ed io poi vi crederò quando parlerete della beth»
(Vangelo dello pseudo-Matteo)

L’aleph è il figlio, mentre la tav, essendo l’ultima lettera dell’alfabeto, è riferita al Padre. Lo stesso rapporto si trova espresso tramite le lettere dell’alfabeto greco:
Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!” (Apocalisse).

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