Un archetipo: il centro e l’irraggiamento

L’espansione dal centro verso l’esterno è l’immagine stessa della vita come accrescimento.

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Gli archetipi traggono le loro origini dalle leggi fisiche che regolano l’esistenza, e si potrebbe anche che le due cose coincidono.
In questo caso, l’irraggiamento è la conseguenza diretta della geometria del piano, in quanto forma più conveniente ed efficiente di riempimento di una superficie.

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Il centro è un’idea unica, ma non è affatto un punto unico: ogni punto può esserne la manifestazione.
E’ importante non confondere la manifestazione con l’archetipo, ma bisogna anche evitare l’errore di dare a uno o all’altro un maggior valore di importanza.

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Il modo d’accrescersi d’una pianta sul terreno può ricordare le direttive d’espansione di un popolo, come l’ampliarsi progressivo d’un centro abitato, o anche le migrazioni di massa o le guerre d’invasione.

 

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Piante di simile forma si trovano in genere nei terreni più brulli, o nei giorni iniziali della primavera, prima che il resto della vegetazione si riprenda. E’ infatti una forma di conquista, volta ad accaparrarsi prima degli altri più superficie possibile. Ma una volta conquistato lo spazio orizzontale, parte la scalata a quello verticale, creando un volume.
Anche questa pianta, in fondo, non è affatto bidimensionale, e già in essa si nota lo slancio verso l’alto. Se la vedessimo da un punto di vista laterale, avrebbe una forma pressoché conica. Qui sta un altro profondo mistero: l’espansione iniziale, pur continuando ad accrescersi, sembra puntare ad un nuovo centro, il vertice, la punta del cono. Ovviamente il punto iniziale e quello d’arrivo sono collegati dall’asse verticale: una direttrice che la pianta potrebbe ben chiamare l’asse del suo mondo.

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La primavera riscalda la temperatura, risveglia la vita e accende il desiderio: non sono tutte manifestazioni della stessa spinta radiante?

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L’irraggiamento ricorda la luce che splende dal sole: e non è proprio il sole la fonte ultima della vita?
C’è un collegamento fra questi due aspetti, o è solo un gioco della natura?

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Negli anelli d’un albero coincidono il tempo ciclico ed il tempo lineare: per ogni volta che la ruota delle stagioni si chiude su sè stessa, nel legno corrisponde un’espansione verso l’esterno.

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Il movimento è dal centro verso l’esterno: questa direzione fa sì che il centro sia il passato, e l’esterno il futuro. Eppure le foglie non si allungano da sè, ma sono come spinte dal punto centrale: è sempre lì il germoglio, è sempre il punto d’origine la causa prima dell’espansione, e ciò non soltanto nelle fasi iniziali. Allo stesso modo, se si taglia la gemma apicale d’un albero, se ne arresta la crescita.

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L’archetipo è diverso dalle sue manifestazioni: ma se lasciamo da parte il rigore logico, potremmo dire che l’idea si trova nel centro, e la sua manifestazione è il raggio esterno che la cinge.
Molti ritengono il modo della creazione inerentemente malvagio e difettoso, e parlano della manifestazione come se fosse una caduta. Ma guardate quel cerchio di raggi bianchi: non è simile ad una corona, che esalta ed adorna di maestà l’idea centrale?10

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